(…) ”La gente non sa e non comprende. Come e più che da vent’anni a questa parte, l’opinione pubblica non è in grado di conoscere per scegliere e deliberare. Il nostro compito, antico e nuovo, resta innanzitutto quello di spartire insieme il pane della conoscenza e insieme vivere la verità del dialogo, del dramma – personale e civile – della legge, della Libertà, della tolleranza, dell’amore.” (…)

Marco Pannella

Il Tribunale delle Libertà Marco Pannella viene istituito dal ‘Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito’

per affrontare con efficacia i drammatici problemi delle vecchie e nuove schiavitù che tormentano molta parte della popolazione in Italia e nel mondo. Il Partito Radicale, con la collaborazione di cittadini provenienti dal mondo giuridico, culturale, sociale e politico, rinnova e rafforza il suo impegno nella difesa di tutti coloro che abbiano subito gravi violazioni nel loro diritto alla giustizia, alla dignità, alla conoscenza, al lavoro e alla vita. Il Tribunale è un luogo d’incontro dove, nel proseguimento dell’opera di Marco Pannella, le fragilità sociali potranno trovare ascolto e voce contro qualunque forma di ingiustizia e dove potranno ricevere protezione contro soprusi e violenze. Sarà lo strumento attraverso il quale verranno affrontati anche i grandi temi nazionali ed internazionali della fame, delle guerre, della giustizia e delle povertà alla ricerca delle responsabilità oggettive e delle possibili soluzioni, soprattutto a tutela delle generazioni che verranno.

Per non dimenticare l’Italia

È sempre più evidente che in Italia esiste un “universo sociale di esclusi” formato da una vasta parte della popolazione che, colpita in questi anni da una tragica crisi economico-finanziaria ed istituzionale, deve affrontare nuove forme di povertà e drammatici problemi di sopravvivenza. Secondo i dati ISTAT in Italia ci sono circa 2.800.000 persone con disabilità, circa 4.500.000 di ‘poveri assoluti’ e circa 6.000.000 di ‘poveri relativi’ con una percentuale sempre più elevata di anziani. Le cifre vanno considerate per difetto. Abbiamo, quindi, il dovere di provvedere ai problemi e alle esigenze di vita di oltre 12.000.000 di persone con gravi difficoltà. Siamo di fronte
ad una popolazione di disagiati maggiore del numero degli abitanti dell’Austria, superiore quasi del doppio a quelli dell’Irlanda o della Svezia.

Per l’Italia è vitale ed urgente una radicale riforma del sistema Giustizia, ma è altrettanto vitale una riforma completa della giustizia sociale

A nostro avviso esiste un’emergenza straordinaria, una vera e propria catastrofe sociale che va affrontata subito, ma è anche necessario pianificare un progetto socio-politico, innovativo e avveniristico, a medio e lungo termine, che veda protagonista, accanto allo Stato, l’intero mondo produttivo. Nell’immediato è indispensabile ricorrere all’opera del volontariato potenziandone l’azione di sussidiarietà e realizzando una “rete solidale”, attraverso organizzazioni di categoria, associazioni e gruppi di cittadini che intervenga sul territorio.

Sempre secondo i dati ISTAT, in Italia abbiamo oltre 4.700.000 volontari e oltre 300.000 associazioni no profit: un esercito che va coinvolto e valorizzato anche sul piano politico. Affrontare i drammatici problemi sociali del nostro
Paese è un dovere morale dal quale nessuno di noi può esimersi. Il Tribunale delle Libertà Marco Pannella istituisce una “Corte di Giustizia delle povertà” allo scopo di combattere queste nuove schiavitù e queste violazioni dei diritti e della dignità della persona individuando cause e responsabili, ma anche cercando soluzioni.

Prima fase

La prima fase dell’istituzione del Tribunale sarà dedicata alla selezione dei componenti e alla stesura di un piano operativo che dovrà affrontare i diversi aspetti organizzativi, scegliere i temi degli interventi, istituire le Corti di Giustizia (con precedenza alla ‘Corte di Giustizia delle povertà’), avviare le ricerche istruttorie, definire le modalità ‘processuali’ e l’agenda.

Coinvolgimenti

Il Tribunale dovrebbe, in realtà, diventare il punto di incontro, di sviluppo e di collegamento di una vera e propria rete di associazioni, enti, categorie e persone attive nella difesa dei diritti umani e civili sia sul piano nazionale che internazionale. Ci riferiamo al vasto mondo del volontariato e dell’associazionismo impegnato nella difesa dei diritti umani e sociali, alle categorie professionali particolarmente coinvolte come giuristi e medici, alle istituzioni umanitarie. Particolare rilievo verrà dato al mondo delle Università partendo principalmente dalle facoltà di giurisprudenza, di medicina, di economia, di lettere e di statistica cui affidare il lavoro di ricerca e di studio sulle tematiche trattate dal Tribunale. Il coinvolgimento sia del corpo docente che degli studenti consentirà di formare stabili gruppi di lavoro che diventeranno organici alle attività delle Corti di Giustizia soprattutto per le ricerche istruttorie, ma anche sul piano operativo.

Questo tipo di cooperazione consentirà di sensibilizzare le nuove generazioni con la creazione, di fatto, di una giovane classe dirigente preparata in maniera adeguata nella difesa dei diritti e della dignità della persona.

Pur se in modo diverso verranno creati anche dei gruppi di lavoro all’interno delle carceri dove i detenuti potranno cooperare con ricerche e con studi specifici.

Temi prioritari proposti
La fame nel mondo e le povertà:

1. processo all’ONU per l’insufficienza di interventi contro la fame e proposta per la realizzazione di un piano straordinario per lo sviluppo scolastico e formativo nei Paesi poveri che consenta la riduzione del dislivello culturale tra le nuove generazioni;

2. processo alla Commissione Europea per la mancanza di interventi contro le povertà in Europa e per l’usura di Stato con proposta di negoziazione dei tassi di interesse sui debiti contratti secondo parametri graduali, compatibili con il PIL di ogni singolo Stato membro;

3. processo alla finanza internazionale e proposta per la globalizzazione dei prodotti alimentari eccedenti con ridistribuzione delle risorse ai Paesi poveri.

Le guerre:

1. processo ai responsabili degli eccidi di Aleppo in particolare per la mancanza di tutela nei confronti dei bambini e dei minori;

2. processo alle istituzioni internazionali per l’insufficienze l’inadeguatezza degli interventi economici e strutturali a sostegno delle popolazioni in fuga per guerre o per fame.

Italia:

1. processo ai responsabili dei mancati aiuti alle popolazioni vittime del terremoto nei comuni dell’Abruzzo, del Lazio, dell’Umbria e dell’Emilia Romagna;

2. processo ai responsabili delle violazioni dei diritti umani nelle carceri; 3. processo ai responsabili dell’inefficienza politica e burocratica nella gestione delle emergenze strutturali ed economiche;

4. processo ai casi di malagiustizia e di violazione dei diritti alla difesa.

5. riesame e revisione dei principali processi per terrorismo e indagini sulle attività nazionali ed internazionali coperte dal segreto di Stato.

… Ma, allora, sempre la raccomandazione a me stesso è: quando vogliamo dar corpo alla speranza nonviolenta, alla forza, al dramma non violento, in quel momento – più che mai – dobbiamo essere donne e uomini, “persone” di Legge, persone di Diritto ed essere associati in questo cammino… uniti non tanto come comunione di santi che sentano comunione di sentimenti, ma invece come il partito, come “la parte” che sostituisce in modo nonviolento per assicurare una “Società di Diritto…

Marco Pannella

(dal libro “Marco Pannella – il Partito Radicale – la nonviolenza” curato da Laura Arconti e Maurizio Turco)
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